La Civiltà Contadina

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Lavorare la terra era un lavoro lungo e faticoso che richiedeva
una grande quantità di manodopera. Il bravo capofamiglia
( L’azdòr ), doveva regolare il suo programma sessuale, fornendo al podere il nu
mero sufficiente di persone, ma non esuberante, altrimenti il prodotto spettante
gli non avrebbe potuto sfamare tutti.
Il telaio non mancava mai nella famiglia contadina, sia per tes-
sere la canapa coltivata in proprio, sia per la lana della pecore
allevate nel podere. Le ragazze iniziavano da giovanissime a
filare anche in vista del corredo nuziale.

La mezzadria era il contratto d’affitto della terra col quale
il contadino mezzadro si assumeva tutte le spese dell’azienda
agricola, pagava le tasse, apportava miglioramenti e ricono-
sceva la metà del raccolto al padrone.
La crisi agraria del 1880 provocò l’espulsione dalla terra di
una quantità di contadini che andarono ad ingrossare le fila
di quella massa di braccianti miseri e famelici, che diventerà
una forza politica determinante nella Romagna del primo novecento.

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