Pittura Neocromatica
Quando i miei allievi mi chiedono il significato di pittura neocromatica, io rispondo: guardate questo quadro: “ Rose e peonie “, eseguito recentemente con tecnica acr
ilica su tela dal vero di cm 50×40 e ditemi qual’ è la prima vostra impressione.
Quasi tutti hanno parlato di colore, in particolare del rosso che li avrebbe co
involti emotivamente.
(Rose e peonie 2014-acrilico su tela cm. 50×40) 
Bene, mi sembra che vi siate dati da soli la risposta . Vale a dire: Intendiamo
per Neocromatismo, una pittura che scaturisce spontaneamente dalle sensazioni e
motive che ci coinvolgono ogni qualvolta il nostro occhio è sottoposto ai colori
. Una reazione immediata che si accende e si spegne nella frazione di un secondo
come un flash, qualcosa che si richiama all’attimo fuggente degli Impressionist
i, ma che non si pone regole fisse oltre alla ricerca di nuovi accordi cromatic
i; appunto Neocromatismo.
I punti che lo distinguono ( parliamo di caratteristiche e non di regole ) disce
ndono tutti dalla dominanza del colore sulla linea. Tradotto in pratica signific
a rovesciare quel procedimento scolastico che continua a considerare il disegno
la base di partenza della pittura per poi arrivare, come fosse un optional non o
bbligatorio, alla colorazione della costruzione grafica.
Noi invece pensiamo che tutto quello che vediamo si può scomporre in macchie di
colore ( vedi Macchiaioli ),in fiocchi ( Impressionisti ), in puntini ( Pointill
isme ), o filamenti ( Divisionisti ), per essere ricomposto sulla tela dando for
ma alle sensazioni cromatiche genuine a prescindere da un disegno preparatorio
che ingabbierebbe il sentimento.
Voi giustamente mi direte: ma allora che differenza passa tra Neocromatismo ed I
mpressionismo?
Una sola motivazione taglia la testa a tutte: i nuovi colori. Gli Impressionisti
non avevano ancora gli acrilici, ma dipingevano ad olio e nonostante fossero ve
loci nelle loro esecuzioni, non avrebbero mai potuto ridurre i tempi più di tant
o, quei pochi secondi che corrispondono alla durata del flash, alla rincorsa del
l’attimo fuggente.
Il procedimento a velature, ad esempio richiede la completa essicazione dello st
rato di colore sottostante e come si sa, l’olio impiega dai tre ai sette giorni
per asciugare, mentre l’acrilico dai tre ai sette secondi.
Le recenti scoperte scientifiche stanno avvalorando l’importanza delle emozioni;
in particolare le ricerche di Le Doux hanno dimostrato che gli input sensoriali
provenienti dall’occhio si diramano in due segnali: un primo segnale va subito
all’amigdala ( un cervello dentro al cervello ), un secondo segnale viene poi in
viato alla neurocorteccia, che è il cervello pensante razionale.
I segnali passanti per l’amigdala corrispondono ai sentimenti più primitivi e po
tenti, tali da offrire all’emozione la capacità di soffocare la razionalità. L’
impulso ad agire, scatenato
dall’emozione, sembra costituire dei piani d’azione dei quali ci ha dotato l’evo
luzione per gestire in tempo reale le emergenze della vita, situazioni difficili
ed impellenti ( come ad es. un pericolo ), che il solo intelletto non riuscire
bbe a gestire nell’immediato.
Abbiamo quindi due menti con due tipi di intelligenza: intelligenza razionale e
intelligenza emotiva che influenzano entrambe i nostri comportamenti. Ora non si
tratta di propendere per l’una o l’altra, ma trovare il giusto equilibrio tra m
ente e cuore attraverso un uso intelligente dell’emozione ( vedi “ Il linguaggi
o del cuore “ di Ivana Eulalia D’Amato ).
Nel 1990, per la prima volta i Pofessori Salovey e Mayer, in un articolo “ Emoti
onal intelligence “, hanno Trattato l’argomento per la prima volta. Successivame
nte nel 1995 Daniel Goleman, ha ripreso e approfondito il tema, col risultato ch
e l’intelligenza emotiva ha iniziato ad essere studiata ed utilizzata sia in cam
po psicologico, sia in ambito organizzativo/aziendale con pubblicazioni a parti
re dal 1998.
Il nostro sistema di percezione visiva, evolutosi in milioni di anni, ha svilupp
ato la capacità di riconoscere immediatamente l’oggetto. Ubbidendo allo spirito
di sopravvivenza, la nostra mente non può soffermarsi ad analizzare le forme del
le cose, ma ne seleziona i dati essenziali.
La percezione dei colori sta alla base delle nostre emozioni visive, essa è fru
tto di una sensazione cerebrale che attraverso le emozioni ci procura l’informa
zione necessaria nel decifrare ed anticipare le nostre interazioni col mondo est
erno, sviluppando la nostra creatività. Ne consegue che applicando in modo creat
ivo la percezione dei colori, noi possiamo sviluppare una maggiore conoscenza de
l mondo reale.
Il Neocromatismo, vale a dire il nuovo metodo di dipingere partendo dai colori,
trasforma in un vantaggio il meccanismo dell’intelligenza emotiva ( che selezion
a ), cogliendo con una sola occhiata l’essenza formale delle cose, in modo che i
l Neocromatismo sintetizza sulla tela il primo impatto che abbiamo col mondo es
terno: le sensazioni cromatiche.
Lo studio dei colori, la loro formazione con il solo uso dei tre primari, le pr
oprietà della ruota cromatica,i contrasti e gli abbinamenti neocromatici, nonchè
i riflessi delle luci e delle ombre, costituiscono una parte degli esercizi s
volti in classe col Metodo Galeotti, durante i corsi presso la Rocca Sforzesca
di Riolo Terme.
