La ruota dei colori
Alla prima lezione del corso di pittura, quando comincio a parlare del colore, q
ualche allievo mi chiede: “ Ma non si inizia dal disegno ? “. La concezione che
un pittore debba essere per prima cosa un bravo disegnatore è infatti ben radica
ta nella consuetudine di tutti coloro che non si sentono “portati” a dipingere.
Ma il pittore è un abile tecnico oppure un comunicatore di emozioni? ( che tra
dotto in parole povere può essere: siamo più coinvolti guardando il ritratto di
Napoleone del David o i girasoli di Van Gogh? Perché se così fosse, vorrebbe
significare che tutti siamo potenzialmente artisti e non solo gli addetti ai lavori
. Ognuno di noi può farsi un’idea al riguardo, osservando un bozzetto in bianco
e nero ed un dipinto a colori dello stesso paesaggio ed individuare quali delle
due immagini ci trasmetta sensazioni più intense.
Vedi immagini nr. 1 e nr. 2

Dopo aver ricordato i passi compiuti dalle scoperte scientifiche sull’origine de
i colori, corredati da alcuni esperimenti in classe, nonché del meccanismo della
percezione ottica; arriva il momento di dedicarci alla costruzione della nostra
ruota cromatica.
I sette colori dello spettro solare ( quelli dell’arcobaleno ) si riducono a tre
: rosso magenta, giallo limone e blu ciano o ultramarino. Questi saranno i soli
nostri colori che useremo. Si chiamano primari appunto perché miscelandoli tra
loro potremo ottenere gli altri, compreso i marroni ed i grigi. Per il rosa,
l’azzurro ed il violetto potremmo anche ricorrere ad una puntina di bianco, ma
dimentichiamoci del nero, perché tale tinta ( ottenibile anche mescolando i tre pri
mari ) sporca ed uccide la luminosità.
Disegniamo un cerchio con sei spicchi. Procedendo in direzione oraria, applichia
mo il giallo al primo settore, il blu al terzo ed il rosso al quinto .
Vedi immagine nr. 3 
I settori rimasti vuoti, vale a dire il nr. 2, il nr. 4 ed il nr. 6, li dipinger
emo mischiando tra loro le due tinte adiacenti, scoprendo con lo stupore dei pr
incipianti che il verde occuperà il secondo spicchio, il viola sarà nel quarto e
l’arancione apparterrà al sesto settore. Questi ultimi ottenuti sono chiamati i
colori secondari. Continuando a mischiare i secondari coi primari in dosi vari
abili otterremo le restanti tonalità a margine della ruota. L’uso dei soli tre p
rimari ci consentirà di conoscere non solo la composizione di ogni pigmento, ma
ci permetterà di crearci le nostre personali tonalità.
Vedi immagine nr. 4 
Potremo ripetere l’esercizio usando una ruota “ maggiorata “ con dodici settori,
procedendo in modo analogo al primo esercizio. Ne scaturirà una ruota più ricca
di sfumature tonali, che meglio si addice ai colori che troviamo nella natura c
he ci circonda.
Vedi immagine nr. 5 
Ora che ciascuno di noi possiede la propria ruota personalizzata, ( è infatti i
mpossibile che ad es. i verdi siano uguali, perché il dosaggio di giallo e blu s
ono logicamente un po’ diversi l’uno dall’altro allievo ); possiamo partire per
viaggi fantastici alla scoperta di un nuovo universo. Potremo finalmente chieder
ci a quale “sorgente” cromatica appartengono tutte quelle mezze tinte che fino
a ieri consideravamo superficialmente dei grigi, ad es.: al blu-verde o al blu-
viola ?. E così via… Scopriremo nuovi colori e vedremo le cose in modo diverso
. Noteremo anche che una parte della ruota ( quella di destra ) contiene tonalit
à fredde che sembrano retrocedere ( composte dalla presenza del blu ), mentre al
la sinistra avremo i colori caldi che sembrano emergere, nei quali c’è il ross
o. Osserveremo che di fronte ad ogni tonalità c’è il suo complementare, perché l
a loro composizione è data dai tre primari.
Le leggi che governano gli accordi cromatici, le dimensioni dei colori, i contra
sti cromatici, la loro luminosità, la saturazione e gli altri studi scientifici
recenti, fanno parte di ulteriori approfondimenti ed esercizi del Corso “ Imparo
a dipingere col metodo Galeotti “ .